Non avere paura di difendere le tue idee
  a volte è meglio avere ragione da soli che torto in compagnia


                                                                                   Pietro Atzeni

 





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Non voglio dimostrare niente, voglio 
mostrare. Federico Fellini



Librerie:

(a breve aggiorneremo l’elenco delle librerie nel resto della Sardegna e dell’Italia)

CAGLIARI:
Libreria Cocco
Via Dante 50

Libreria Il Bastione
P.zza Costituzione 4

Libreria Il Portale
Viale R. Margherita 63

Libreria Murru
Via S. Benedetto 12/c

Libreria Mondadori
Via Sonnino 154

Libreria Succa
Via G. Deledda 34

Libreria Sardegna Libri
Corso v. Emanuele 192

Libreria Tiziano
Via Tiziano 15

QUARTU S. ELENA
Libreria Carli
Via Eligio Porcu

Cartolibreria Nuova Lambda
Via Danimarca 31/37

Edicola L’attimo Fuggente
Via S. Antonio 184

Tuttoscuola
Via S. Antonio 113

La Coccinella
Via Portogallo 8

SENORBI’
Cartolibreria Anny
Via Brodolini 28

IGLESIAS
Libreria Duomo
Vico Duomo 8

CARBONIA
Libreria Lilith

SANTADI
Regarte
Via Fontane 10

Il Calamaio
Via Roma 4

GIBA
Cartolibreria La Colomba
Via Roma 58

SANLURI
Cartolibreria Il Castello
Via Orsini 8

SAN GAVINO M.LE
Libreria Punto e Virgola
Via Santa Croce 19

Libreria Genesis
Via Roma 245

VILLACIDRO
Libreria La Favola
Via Repubblica 123

LUNAMATRONA
Cartolibreria Setzu
Via Risorgimento

GUSPINI
La Libreria di Siro Agus
Via Santa Maria 18

ARBUS
Libreria Pusceddu Giampaolo
Via XX Settembre 6

GONNOSNO’
Lucia Aroffu
Corso Umberto 29/a

Il libro è in vendita anche su internet, eccovi alcuni indirizzi:

Tracce Editore
SelfBook.it
Libreria Universitaria
Okprezzi.it
Unilibro
www.internetbookshop.it


è la domanda che comanda

Contatto E-mail:
pietroatzeni@libero.it
pietroatzeni@alice.it



















Vincitore del Premio Speciale Unico "HISTONIUM" 2006:
PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO A PIETRO ATZENI PER IL ROMANZO
"IL MISTERO DELLE 99 TAVOLETTE D'ARGILLA ROSSA"

Ricevo a Vasto il 23 settembre 2006, dalle mani del Presidente del Consiglio Comunale di Vasto, Giuseppe Forte, il Premio Speciale Unico "HISTONIUM" 2006, con la seguente motivazione:
Romanzo insolito, ricco di colpi di scena. Piace per la sua capacità fantastica e per il linguaggio efficace. È un messaggio considerevole il suo, fondato sui valori portanti della società, sull'esigenza di verità e giustizia". Questa la motivazione della Giuria. Lo stesso autore, in una nota iniziale, tiene a sottolineare quanto la vicenda, da lui raccontata, sia stimolante sul piano esistenziale, perché presenta "la storia di un uomo e della sua tenacia, della sua fede nel lavoro e, soprattutto, della sua enorme forza morale che, sola, lo preserva dal finire nel tunnel della rassegnazione, anche quando il rassegnarsi sarebbe stata la soluzione più ovvia e, perché no, conveniente". Attraverso l'invenzione narrativa - e qui sta anche l'originalità del romanzo - Atzeni ha cercato di ambientare la vicenda nella nostra epoca, dando nomi attuali ai personaggi e ai luoghi. E questo per inserire nel romanzo un preciso messaggio didattico: far comprendere come noi uomini del Terzo Millennio potremmo diventare "se a farci da guida non sarà più il buon senso". In tale prospettiva il protagonista Spanu diventa l'emblema di coloro - pochi, purtroppo! - che non si lasciano piegare dalla politica corrotta, dietro la quale si cela e prospera la malavita organizzata, che viola senza scrupoli la legge, commettendo crimini di ogni sorta e costringendo con il terrore all'omertà. Emblema di coraggio contro ogni massificazione e accettazione passiva degli eventi!

Prof. Luigi Alfiero Medea, Segretario Generale del Premio


DALLA POSTFAZIONE:

Un'opera letteraria molto efficace, questo primo romanzo di Atzeni, sia per la forma letteraria scorrevole e comunicativa, che per i contenuti: il lettore affronta così la storia originale e "fuori dal tempo" delle commistioni tra politica e criminalità, su un piano allegorico che non manca di sfumate allusioni a quel filone esoterico e mitico-simbolico di tanta recente letteratura che affronta sia le più pure invenzioni letterarie che i temi realmente storici anche se controversi (Templari, Illuminati di Baviera, Misteri antichi, origini del Cristianesimo, Gnosticismo) ma quasi sempre snaturandone i dati e la documentazione storica a favore di una ricostruzione fantasiosa e avvincente ma storicamente inconsistente. L'autore, invece, ribalta questa sorta di nuovo paradigma narrativo (il cui modello potrebbe essere proprio il famosissimo Dan Brown) in favore di una storia dichiaratamente "inventata", fin dall'avvertenza iniziale, ma la cui forrza espressiva è proprio nel suo essere attualissima, sorta di ricostruzione fantastica di una realtà e di una cronaca molto attuali e fin troppo drammatiche, con tutte le convincenti e controverse commistioni tra criminalità organizzata e politica, potere economico e potere politico, con descrizioni che oscillano a volte tra la satira (quando il riferimento all'attualità è o, per meglio dire, sembra diretto) e la parodia (quando emerge con più forza il riferimento al modello narrativo).

Ubaldo Giacomucci


giovedì, 15 maggio 2008
 

Governo ombra

 

No non mi fa paura

quello di Veltroni

no

proprio non mi fa paura

ho paura invece che avremo

come in passato

l’ombra di un governo

o un governo in ombra

o peggio ancora

ombre sul governo

questo sì mi fa paura

 

Pietro Atzeni



martedì, 13 maggio 2008
 

Chi tocca il signoraggio muore

 

Prima di proseguire è opportuno che faccia entrare in scena altre vicende che possono aiutarci a spiegare meglio e quindi capire il signoraggio che da sempre ha attori accomunati dalla capacità di muovere le proprie pedine dall’ombra di un anonimato che quasi può farli sembrare vittime calunniate. Vi voglio parlare  di due grandi uomini segnati da un destino comune. Tutti conoscono John Fitzgerald Kennedy, di lui si sanno tante cose della vita pubblica e privata. Si sa che è stato un grande presidente. Si sa che il suo buon senso scongiurò, al pari del buon senso dei russi, una guerra atomica. Si sa che venne assassinato a Dallas nel 1963. La causa venne attribuita a un certo Lee Harvey Oswald ma che prima di poter parlare venne a sua volta ucciso. E comunque la causa venne abilmente e artatamente manipolata. Prima di parlare di Kennedy parlerò di un altro grande presidente degli Stati Uniti anche lui morto assassinato: Abramo Lincoln. Questo perché parlare dell’uno aiuterà a interpretare meglio le vicende che portarono all’assassinio dell’altro e nell’insieme la storia che ci interessa fino ai nostri giorni.

Abramo Lincoln fu Presidente durante la guerra civile americana quella scatenatasi tra nord e sud per la questione dello schiavismo. Per fare la guerra, e in questo caso era sacrosanta, visto che era stato proprio lui a abolire lo schiavismo, Lincoln aveva bisogno di soldi, di molti soldi, per finanziare l’esercito nordista. Le possibilità per averli però non erano tante. Avrebbe potuto procurarli tassando i cittadini oppure prenderli in prestito dalle banche o ancora stamparli come governo degli Stati Uniti e spenderli. Lincoln optò per quest’ultima possibilità. Stampò i soldi che poté così spendere senza essere costretto a tassare i cittadini. Ma le banche, badate bene che non è uno scherzo questo ma è storia, volevano trarre profitto dalla guerra e chiesero al Presidente il danaro stampato e di consegnarlo a loro che avrebbero provveduto a pagare il costo della stampa e lo avrebbero poi dato al governo sotto forma di prestito logicamente con i dovuti interessi da scaricare sulla popolazione. Lincoln che era una persona onesta rispose no, ma pagò caro  questo suo diniego. Alla fine della guerra durante una rappresentazione teatrale venne assassinato da un certo John Wilkes Booth ufficialmente un simpatizzante sudista sta di fatto che i banchieri poterono così raggiungere il loro scopo. L’assassino di Lincoln non poté mai spiegare il motivo del suo gesto perché dopo aver sparato al Presidente scappò ma venne raggiunto e ucciso in un granaio. Gli assassini dei presidenti non riescono mai a spiegare la follia del loro gesto perché la loro bocca viene chiusa prima che possano confessare e parlare del loro crimine.

 

Pietro Atzeni

 



sabato, 10 maggio 2008
 

Primavera

 

E’ primavera

la natura è in festa

papaveri rossi

margherite gialle

dilagano ovunque

per l’aria luminosa le rondini

disegnano la loro gioia

carezza per occhi e cuore

nel cielo azzurro

l’anima cerca il volo

verso quell’armonia

ma la vita

palloncino legato a un filo

la trattiene

già la vita

falco nel nostro cielo

timido volo di rondini

disegno inespresso

pallida gioia

dal profondo

d’un sorriso acerbo

 

 

Pietro Atzeni



giovedì, 08 maggio 2008
 

Inseparabili

 

No non sarei più io

se tu non ci fossi

né saresti più tu

se non ci fossi io

siamo due cose

eppure solo una

come la luna del cielo

e la sua luce

senza te

buio pesto

inseparabili sì

ma senza me

che notte è?

 

Pietro Atzeni



martedì, 06 maggio 2008
 

La grande crisi del 1929

 

 

Incominciamo subito col dire, tanto per sgombrare il campo da qualsiasi fraintendimento, che il liberismo non esiste. In un regime di libera concorrenza il pesce grande mangia il piccolo e inevitabilmente si arriva al monopolio. Il liberismo è morto ed è stato sepolto tanti anni fa e ha preceduto nella tomba il comunismo, sempre che questi sia morto e non dormiente, sessant’anni prima. Il liberismo è morto nel 1929 e con la sua morte ha trascinato con sé nella rovina milioni di persone. Il suo modo di essere il famoso “laissez faire” la dice tutta su cosa ci si potesse aspettare.

lo Stato doveva ritornare al classico “laissez faire”: dalla libera concorrenza avrebbero tratto vantaggio sopratutto i consumatori. E i fatti, pensò con sarcasmo, erano così evidenti! Da diversi anni i più importanti gruppi industriali si erano buttati a capofitto sul settore agro alimentare, e cosa era successo? Che i passaggi della filiera agricola si erano come per incanto moltiplicati, e si commetteva peccato mortale a pensare che, tra l’agricoltore e il commercio al dettaglio, le maglie fossero troppe e legate dalla stessa catena di potere! Ormai i controlli di un tempo non esistevano più. Chi aveva consentito che ciò avvenisse, e perché? La risposta era fin troppo ovvia. Ecco ora si era arrivati al dunque, pensò Salvatore, che aveva da subito contestato il neo liberismo. Avrebbero fatto meglio a tenere lo scheletro nell’armadio e invece eccolo vivo e vegeto a ispirare la politica economica mondiale, roba da non crederci!...(considerazioni di Salvatore Spanu, da “Il mistero delle 99 tavolette d’argilla rossa”, ed. Tracce Pescara, 2005.)

Negli anni venti, e non solo, l’America grazie alla limitata popolazione e alle enormi estensioni di terreno produceva grano in abbondanza che soddisfaceva i bisogni interni e l’esportazione. L’Europa invece ne aveva bisogno e costava meno importarlo che acquistare quello prodotto nel vecchio continente. Ma i coltivatori di grano dei vari stati europei, viste le prime avvisaglie di quella concorrenza che li avrebbe portati presto sul lastrico, fecero pressioni sui loro governi per mettere dei dazi in ingresso al fine di rendere il prezzo del grano importato poco competitivo. E così fu e fu l’inizio della grande depressione. Il limitato acquisto di grano innescò una spirale inarrestabile di recessione e non solo in America. In Europa la carenza di grano portò prezzi più alti. Ora col grano l’America pagava i beni, minerari, prodotti industriali e di lusso di cui abbisognava all’Europa, senza la vendita era costretta a privarsene. Il grano rimasto invenduto portò gli agricoltori ad abbandonare i terreni coltivati e così come in un effetto domino la recessione invase l’economia facendola sprofondare sul baratro della depressione. Le banche allarmate, capita l’antifona “ avevano ritirato improvvisamente dal mercato diciottomila milioni di dollari, cancellando le aperture di credito e chiedendone la restituzione” ( Emile Moreau, Governatore della Banca di Francia, febbraio del 1928 ). Dando  così il colpo di grazia a un’economia che invece andava sostenuta. Questa in sintesi, che chi vuole può comunque sempre approfondire, la causa del crollo della borsa di Wall Street. In un mondo in abbondanza morirono di fame e di disperazione migliaia di persone Perché sto dicendo tutto questo? Perché il diavolo ha diversi modi di presentarsi ma benché si travesta da agnello sempre diavolo è! Sul legame fra questo preambolo e i nostri giorni vedremo al prossimo post.

 

continua 

Pietro Atzeni



lunedì, 05 maggio 2008
 

Liberismo

 

Il vostro sta allo Stato

come il verme

alla mela

pezzo dopo pezzo

lo divora

 

Pietro Atzeni



sabato, 03 maggio 2008
 

Come nel seme il fiore

poesia

 

Ti ho cercata nel cielo blu

tra le stelle

spericolato funambolo

ho afferrato le funi

che mi portavano da te

ti ho cercata

abbagliato da tanta bellezza

invano

la luna a falce ha fatto da amaca

alla mia delusione

sotto la terra mi guardava

aveva gli occhi tristi di un bimbo

e lo sguardo spento

di una mano tesa

e ho capito

eri dentro di me tutto questo tempo

mentre io ti cercavo

come il fiore nel seme

altrove

tra le stelle

 

Pietro Atzeni



venerdì, 02 maggio 2008
 

Quello che segue è il commento numero 21 sul post intitolato “Rinnovamento

 

EGREGIO, DOTTOR PIETRO CHI HA PAGATO PER VINCERE UN PREMIO ?, SE QUESTO LIBRO FOSSE COSI BELLO SI TROVEREBBE IN TUTTE LE LIBRERIE D'ITALIA E NON CI SAREBBE BISOGNO DI PUBBLICIZZARLO SUI BLOG !
LEI CHE NE DICE ?

 

 

utente anonimo

:

Questa la mia risposta: 

 

Egregio utente anonimo, ti ringrazio per il tuo commento perché senza rendertene nemmeno conto mi hai reso un ottimo servizio e fatto un complimento. E’ difficile parlare con delle persone di argomenti che non sono conosciuti da entrambi. E’ difficile e visto che il tuo post è avvelenato ti do anche qualche altra polpetta. Quanto ho pagato per far finire il mio romanzo “Il mistero delle 99 tavolette d’argilla rossa” a scuola come lettura integrativa e essere discusso all’esame di Stato? E quanto ho pagato le numerose recensioni avute, circa trenta tra carta stampata e tv, di cui puoi vedere una piccola parte nel blog in alto a sinistra alla voce recensioni? E quanto ho pagato i presentatori del romanzo persone di prestigio come Tullio Pecora e Claudio Cugusi? La sera che ho ricevuto il premio a Vasto è stata premiata anche Maria Luisa Spaziani grande poetessa internazionale, ma sconosciuta ai più in Italia, prova ad andare in libreria e dimmi che libri trovi di lei! E se non ti bastasse, un libro a caso, cerca il saggio di Bertrand Russell “Crimini nel Vietnam” credo che a pari del mio romanzo non lo troverai, eppure Russell ha vinto il premio Nobel per la letteratura: quanto avrà pagato?  Niente rispondo io. La domanda è male impostata e presuppone o una cattiva conoscenza della lingua o una cattiva coscienza. La domanda corretta è: quanto ti è costato il romanzo? Il romanzo mi è costato la stesura dal 1999 al 13 febbraio 2005, giorno in cui ho spedito agli editori la stampa. Ma mentre gli editori decidevano io ho continuato a lavorare al romanzo per altri nove mesi per fare le cosiddette correzioni delle bozze, e non solo. Pensa che i libri ai quali tu hai voluto accostare il mio romanzo spesso sono di celebrità che prestano il nome e basta. Vengono scritti da scrittori professionisti di cui tu non conoscerai mai l’esistenza, e in un paio di mesi viene concepito, stampato, distribuito in tutta Italia e raggiunge le vette  delle classifiche di vendita. Se tu anziché sputare veleno avessi letto il romanzo avresti trovato la risposta alla domanda. Potevo io che accuso le lobby, quelle dell’editoria compresa, sperare che qualcuno di questi promuovesse chi denuncia i loro affari alle nostre spalle? E’ molto più comodo parlare male della criminalità o della cattiva politica piuttosto che parlar male di chi nell’ombra tira le fila degli uni e degli altri. Bene, tutte queste cose al premio Histonium le hanno capite ed ecco perché ho vinto il premio. Io ho dialogato con te con franchezza, conosci il mio nome e cognome e anche l’aspetto fisico, io purtroppo, e non per causa mia, ho parlato con una persona che ha voluto infangarmi ma non ha avuto il coraggio di dire chi è nascondendosi dietro un troppo comodo anonimato.

 

Pietro Atzeni

 

 



martedì, 29 aprile 2008
 

 Rinnovamento

 

Sta a questa società

come il verme sta

alla mela

pezzo dopo pezzo

la rende marcia

 

Pietro Atzeni



domenica, 27 aprile 2008
 

La faccia nascosta del signoraggio: libero mercato e globalizzazione

 

Immaginate una enorme botte, magari a forma di stivale se ciò può farvi piacere, con una botte più piccola a forma di triangolo vicino alla punta, se vi ha fatto piacere pensare allo stivale, e più in là un’altra delle stesse dimensioni di quest’ultima a forma di sandalo. Sopra queste botti è tutto un fermento. Uomini e donne con cisterne di vino disciplinatamente attendono il loro turno. I custodi della botte travasano il vino incessantemente dalle cisterne, una dietro l’altra e mentre una va via un'altra arriva, senza tregua. Di tanto in tanto versano un liquido trasparente nella botte. Più in basso una moltitudine attende davanti al rubinetto. Alcuni versano il vino in enormi bidoni e quando il lavoro è completato scappano via col prezioso liquido e lo portano lontano, dove il frutto della lavorazione dell’uva vale di più. A turno vedi uomini di tutte le razze, e non solo la nostra, vedi uomini dagli occhi a mandorla, dalla carnagione chiara, dalla carnagione scura, prendere la loro parte, sono uomini che pur parlando lingue diverse sono uniti dall’amore comune per il vino. Poi c’è ne è altri, e sono i più, ai quali è dato di riempire solo un piccolo bicchiere e infine ci sono i meno fortunati che possono raccogliere solo le gocce che gli altri lasciano per terra…Riepiloghiamo, quindi, sopra versano incessantemente e sotto svuotano in ugual misura, ecco perché la botte non si riempirà mai! Usciamo di metafora se alla parola botte sostituiamo il nome del nostro paese Italia, e alla parola vino sostituiamo la parola danaro, e ancora se i privilegiati li indichiamo come multinazionali o banche, sì banche quelle che sopra versano il vino, e sotto svuotano coi bidoni, abbiamo in una piccola storiella esemplificato la globalizzazione. Senza la globalizzazione e il libero mercato il delirio di onnipotenza di questi signori avrebbe avuto ritardi e pregiudizio nella sua realizzazione. Portando via il danaro portano via anche il lavoro, lo portano via dove lo si vuole e lo si vuole dove rende di più, dove il costo del lavoro è molto basso, e a volte lo impongono in paesi dove non è neppure gradito!  Spesso sono i nostri stessi connazionali che producono all’estero sotto mentite spoglie e noi mai e poi mai potremmo arrivare a loro. Aprono l’azienda in Cina e grazie alla globalizzazione portano i prodotti lavorati a basso costo in quel paese in Italia. Nascondono i loro interessi dietro commercianti cinesi, assicurandosi larghi profitti ma non solo hanno così la benedizione del governo del paese dei mandarini per vendere lì, ad esempio, le loro automobili. Come si vede il libero mercato a qualcuno giova, lo rende sempre più prospero, peccato che a soffrirne le conseguenze sia la maggior parte dell’umanità.

 

continua

Pietro Atzeni